PELLICCE
DI CANE E DI GATTO IN ITALIA: UNA INCREDIBILE STRAGE ED UN COMMERCIO LUCROSO. DENUNCIA DEGLI ANIMALISTI |
Le
immagini, le foto, la documentazione hanno davvero dell'incredibile: questo è
solo un piccolo esempio.
I
responsabili di "AGA", tra cui Carlo Ripa di Meana, ex Commissario europeo
all'ambiente, Stefano Apuzzo, ex parlamentare verde e Portavoce di "GAIA",
l'on. Annamaria Procacci, autrice di una interrogazione parlamentare sulla vicenda,
promettono battaglia, annunciando anche nelle prossime settimane la denuncia pubblica
degli importatori italiani di pellicce di Fido.
Il filmato presentato nel corso
della conferenza stampa tenuta a Roma si apre con i guaiti di un pastore tedesco
che, legato con un cappio di fil di ferro, viene scuoiato vivo e cosciente, e
batte le palpebre mentre un uomo lo scuoia.
La carne viene servita nei ristoranti
e la pelliccia venduta ai mercati. I cani vengono allevati al freddo, ammassati
e poi trasportati in sacchi, lasciati senza cibo né acqua, non vengono
risparmiati nemmeno i cuccioli. In paesi come Cina, Filippine, Thailandia, Corea
questo raccapricciante commercio rappresenta la quotidianità.
Una simile
sorte viene riservata anche ai gatti che muoiono per soffocamento o impiccagione
e possono venire scuoiati ancora vivi. Il nostro Paese, assieme a Germania, Francia,
Gran Bretagna e Stati Uniti è uno dei maggiori importatori di pellicce
di cani e gatti, che servono per guarnire interni di scarpe, bordare capi di abbigliamento
e accessori vari che astutamente vengono etichettati come "Volpe azzurra",
"Vera pelliccia", "Pelliccia di cane della Mongolia", "Canis
Lupus", "Canis latrans", "Mongolian dog", "Chineese
fur" etc.
Per stessa ammissione del Ministero del Commercio con l'Estero
e dell'AIP, Associazione Pellicciai Italiani, le pelli di cane e di gatto vengono
importate in Italia semilavorate e conciate o anche intere. Ogni anno questo commercio
vede vittime oltre 2.000.000 di cani e di gatti.
Il filmato mostrato a Roma è stato realizzato dagli investigatori volontari della The Humane Society degli Stati Uniti, che per 18 settimane si sono finti compratori di pelli, scoprendo e assistendo in prima persona allo sterminio di migliaia di cani e di gatti allevati, raccolti per strada come randagi o semplicemente rubati. Tutto questo per rifornire i mercati europei di pellicce, pelli, colli per i "parka", accessori decorativi e macabri animali giocattolo. Potete trovare i link ai filmati sul sito della Sezione E.N.P.A. di Ferrara.
Ulteriori dettagli sulla campagna, documenti e foto della incredibile strage di cani e gatti e del commercio delle loro pellicce sono disponibili sul sito della Associazione Gaia, (animali & ambiente. Info: 0348/6540755), oppure su quello della L.A.V. Nazionale.
Edgar
Meyer e Ilaria De Grenet - Roma, dicembre 2000
Un laboratorio di pellicceria
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Articolo
di Stella Pende - tratto dal settimanale "Panorama" del 25 gennaio 2001
Un pastore tedesco che cerca disperatamente di sfuggire a un coltello. Ma una mano lo tiene fermo e l'arma gli apre una zampa. Il povero cane guaisce, cerca di ribellarsi ma il coltello affonda nella pancia, gli attraversa tutto il corpo. L'animale si torce nell'agonia, cade in un lago di sangue. E in due minuti, ancora vivo, diventa una pelliccia. Un ragazzino cinese tiene in mano un soriano impiccato nel suo cappio di ferro. Lo esibisce come un trofeo. Sorride soddisfatto, apre la gabbia vicino, lega la corda al collo di un gattone rosso che gli va incontro con la coda alzata e soffoca anche lui. Poi li scuoia entrambi.
Queste e altre immagini dell'orrore che non si possono raccontare. Perfino un dubbio: sarà un cinemontaggio? E' tutto vero invece. Questi filmati sono oggi la testimonianza del più vigliacco segreto della moda mondiale: le pellicce di cane e di gatto. Come quel cane e quei gatti, ogni anno 10 milioni di animali domestici sono ammazzati da bestie umane. Ce lo raccontano gli uomini dell'associazione americana Humane society e quelli della Lav, la Lega antivivisezione italiana che invano da mesi combatte questo orrore. I volontari della società americana hanno attraversato Cina, Thailandia, Filippine e Corea, dove gli animali vengono allevati e uccisi. Il loro viaggio comincia da autentiche macellazioni e finisce dentro aste di pelli internazionali.
"Massacri autentici, gli animali vengono quasi sempre scuoiati vivi": Rick Swain, uno degli investigatori, è sconvolto. "Cani e gatti sono allevati in piccole aziende o addirittura in famiglia. Li fanno vivere al freddo perché la loro pelliccia cresca meglio. Poi, in primavera, li squartano. Una pelle di gatto vale da 1 a 3 dollari, quella del vostro pastore tedesco può arrivare anche a 9". Le parole e l'orrore di Swain e dei suoi compagni hanno piegato gli Stati Uniti, che il 13 ottobre hanno approvato un disegno di legge che vieta il massacro, dunque l'importazione di pelli di cane e di gatto.
Rimane aperta una voragine: quella dell'Europa. La gran parte delle pelli arriva in Germania, Francia, Italia. I filmati parlano. Stanze e stanze dove migliaia di pelli dondolano appese: gatti rossi, i più pregiati, gatti soriani, i più dozzinali. Continua Swain: "più di una volta abbiamo sperato che fosse un'allucinazione. Purtroppo ci siamo accorti che era tutto vero: alcuni gatti nel laboratorio si muovevano ancora". Gatti senza testa "perché una delle coperte più richieste all'estero è proprio quella fatta di teste e orecchie di felino".
Del resto per una pelliccia di gatto servono dai 18 ai 24 animali. Per un cappotto quattro o sei, per il risvolto di un piumino niente: si preferisce il cane. Killer, compratori, mediatori intervistati dagli americani sono stati prodighi di dettagli. Alcuni hanno confessato di aver in magazzino perfino 100 mila pelli di cani e di gatti. Il commercio più florido? Soprattutto con le grandi capitali d'Europa. E' stato intercettato un carico diretto verso la Repubblica Ceca: 5.329 chili di giacche confezionate con gatto domestico per rifornire l'esercito. Una nave cinese diretta in Italia è stata messa sotto sequestro per mancanza delle necessarie autorizzazioni.

L'Italia è la vergogna più ingiustificata. La
nostra legge ormai punisce e colpisce chi maltratta o uccide un animale. Peccato
che l'11 settembre il ministero del Commercio con l'estero abbia risposto così
a un'interrogazione della verde Anna Maria Procacci che chiedeva il divieto di
acquistare pelli di gatti e di cani: "Dal punto di vista delle regole internazionali
non vi sono disposizioni che ne vietino le importazioni". Sostiene inoltre
di trovarsi di fronte all'ennesima campagna di movimenti animalisti contro l'Associazione
italiana dei pellicciai. Del resto, continua il documento firmato dal sottosegretario
Mauro Fabris (che intervistato ritiene di non aver avuto sufficiente documentazione
dalla Lav, ma che in compenso deve averne ricevuta molta dall'associazione italiana
pellicciai, citata in continuazione nel documento), "il settore importa dai
paesi asiatici pelli di felidi e canidi (e si comprende che chiamarli cani e gatti
fa impressione un filo anche al sottosegretario, ndr) che vivono allo stato selvaggio".
Ora,
che gli imperatori delle pellicce e i loro amici non sappiano che i cani e i gatti
di cui comprano le pelli siano animali di allevamento sembra davvero strano.
Ma sono dubbi che non molestano in alcun modo la coscienza e il tratto impeccabile
di Alessandra Dagnino, responsabile relazioni esterne della citata associazione.
Che sostiene: "Se si fa una questione di cuore o di morale, confesserò
che perfino io non mangio carne di cavallo". Poi aggiunge: "Per quanto
riguarda i cani e i gatti, finché sarà legale continueremo a comprarli.
Quello che possiamo fare per il consumatore è dire chiaramente con etichette
e targhette di che pelliccia si tratta". (INFATTI BASTA LEGGERE I NOMI QUI
SOTTO PER CAPIRE QUANTO CHIARE SIANO QUESTE ETICHETTE ndr)
PELLICCIA: Gae-wolf Sobaki Asian jackal Gou-pee Goupee Kou pi Gubi China wolf Asian wolf Pommern wolf Loup d'Asie (wolf of Asia) Asiatic raccoon dog Corsac fox Dogues de Chine | PELLI
DI CANE: Lamb skin Mountain goat skin Sakhon Nakhon lamb skin
Wild cat Katzenfelle Goyangi Mountain
cat |
Alcuni dei "chiari" nomi usati per definire le pellicce e le pelli di cane e gatto
Per adesso, facendo un giro nei negozi di sport si incontrano facilmente cappelli sospetti, risvolti di piumini, cappucci e maniche, giacche e pellicce troppo "soriane". Insomma, per chiunque compri capi foderati o adornati di "vera pelliccia" (come è scritto sulle etichette) oggi il dubbio è legittimo: il sangue di un cane o di un gatto è compreso nel prezzo. L'inganno per chi compra si nasconde anche sotto nomi come: "Mountain cat", "Asian wolf", "Dogue du Chien". Ma attenzione soprattutto ai piccoli animali-giocattolo foderati di strano pelo: è quello di cucciolo di pastore tedesco. Ultimo commercio di grande successo.
Moltissimi sono i nomi delle aziende italiane coinvolte negli acquisti e nelle vendite di queste pellicce. La Lav indaga da molti mesi in Lombardia, Piemonte, Toscana, Liguria, Veneto e Sicilia con possibilità di analisi molto difficili. Anzi impossibili. Che i pellicciai e le loro tagliole fossero molto potenti si sapeva. Non fino a questo punto. Un successo c'è stato, uno per tutti. Davanti a un parka comprato in un mercato romano, il laboratorio di analisi dell'università di Tor Vergata ha stabilito: "Trattasi di Canis familiaris". Del resto, tra tante bugie qualcuno che racconta la sua verità si è trovato. Gerolamo Groppello, amministratore delegato dell'azienda Pellimport, ha infatti confessato tranquillamente: "Io le pelli di cane le ho sempre comprate. Che male c'è? Lo fanno tutti. Il cane si lavora al tavolo, si attacca insieme pezzo per pezzo. Ha presente le piastrelle dei bagni? Oggi però non compro più queste pelli. Perché è troppo impopolare e perché non servono a molto". [...]
Il ricordo va a Margherite Yourcenar, che nel suo bellissimo libro Colpo di grazia scriveva. "Quando vedo una signora in pelliccia mi pare sempre di incontrare un cane senza padrone".
(Stella Pende)
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Finalmente
c'è anche un sito Koreano che combatte queste orripilanti verità!!!
Aggiornamento del 07.05.2001
La vicenda delle pellicce di cani e gatti finalmente comincia a ottenere visibilità presso la pubblica opinione, uscendo dall'ambito "specialistico" dei soli animalisti: Domenica 6 Maggio verso le 23.30 RAI 1 ha trasmesso un servizio di circa dieci minuti dedicato alle pellicce di cani e gatti, all'interno del format TG1 DOSSIER. Nel servizio (piuttosto esauriente) erano riassunte le notizie che avete letto sopra, venivano mostrate parte delle strazianti immagini raccolte da "Humana Society" e sono stati proposti sia interventi di animalisti (LAV, PETA Italia, Coordinamento delle Associazioni Animaliste di Modena) sia interviste a comuni passanti. L'"uomo comune" per la verità non si è scomposto più di tanto, comunque quasi tutti gli intervistati hanno dichiarato che non comprerebbero mai deliberatamente questo genere di capi (ma uno dei problemi più delicati di tutta la questione riguarda proprio l'etichettatura delle confezioni, e l'informazione ai consumatori). Il servizio terminava sostenendo che, anche se non è possibile intervenire direttamente sui territori asiatici coinvolti, l'interruzione di questo traffico a livello Europeo di fatto implicherebbe un grosso ridimensionamento del fenomeno, e forse anche la sua totale scomparsa. Quello che diciamo noi con la nostra petizione.
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